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PETG o PCTG nella stampa FDM: differenze e quando scegliere l'uno o l'altro

PETG e PCTG sono copoliesteri simili, ma il PCTG è più tenace. Cosa dicono le schede tecniche e quale scegliere per staffe, clip, protezioni e attrezzature.

· 4 min di lettura · Doppialinea

Stampante FDM Prusa XL nel laboratorio Doppialinea
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PETG e PCTG si somigliano: sono entrambi copoliesteri, si stampano in FDM senza grandi difficoltà e vengono scelti per pezzi funzionali che il PLA non regge. Ma non sono intercambiabili. La differenza principale sta nella tenacità: il PCTG assorbe meglio urti e deformazioni prima di rompersi. In questo articolo vediamo cosa cambia in pratica e come decidere.

Due parenti stretti

Il PETG è il copoliestere più diffuso nella stampa FDM. È un materiale "di mezzo": più resistente al calore e agli agenti chimici del PLA, più facile da stampare di ABS e ASA, con una buona adesione tra gli strati.

Il PCTG appartiene alla stessa famiglia, ma con una formulazione diversa. In stampa si comporta in modo simile al PETG; nell'uso si distingue soprattutto per la capacità di sopportare colpi e flessioni senza spezzarsi di netto.

Cosa dicono le schede tecniche

Per confrontare i due materiali usiamo le schede ufficiali dei produttori di riferimento: Prusament PETG e Fiberlogy PCTG. Sono prodotti di marche diverse, quindi i numeri vanno letti come indicazioni, non come una sfida diretta in laboratorio.

Resistenza a trazione

I valori sono vicini. Prusament dichiara per il PETG 47 MPa in orizzontale e 50 MPa in verticale a snervamento (ISO 527-1). Fiberlogy dichiara per il PCTG 43 MPa a snervamento e 45 MPa a rottura (ISO 527). Sulla pura resistenza a trazione nessuno dei due ha un vantaggio netto.

Tenacità e allungamento

Qui il PCTG si fa notare. Fiberlogy indica un allungamento a rottura del 220 % (ISO 527) e una resilienza Izod con intaglio di 92 kJ/m² a 23 °C (ISO 180). Per il PETG Prusament riporta una resilienza Charpy con intaglio di 6 kJ/m² in orizzontale e 3 kJ/m² in verticale (ISO 179-1), e nessuna rottura nella prova senza intaglio.

Attenzione: Izod e Charpy sono prove diverse e i numeri non si confrontano uno a uno. Il quadro generale però è chiaro: con un allungamento a rottura così alto, il PCTG tende a piegarsi e deformarsi dove il PETG può creparsi.

Temperatura

Per il PETG Prusament indica una HDT di 68 °C sia a 0,45 MPa sia a 1,8 MPa (ISO 75). Per il PCTG Fiberlogy indica 76 °C a 0,45 MPa e 64 °C a 1,8 MPa (ISO 75). Sono valori dello stesso ordine: nessuno dei due è un materiale da alte temperature. Se il pezzo lavora vicino a una fonte di calore conviene guardare ad ASA, PC o ai nylon caricati.

Se il pezzo deve resistere a urti, cadute o flessioni ripetute, il PCTG è di solito la scelta più sicura. Se serve un pezzo funzionale senza esigenze particolari, il PETG basta.

Resistenza chimica

Entrambi sono dichiarati con buona resistenza chimica. Prusament precisa che il PETG perde resistenza a contatto con acetone, alcoli, aceto e antigelo. Fiberlogy dichiara per il PCTG un'elevata resistenza chimica, adatta ad ambienti industriali. Se il pezzo sarà a contatto con un prodotto specifico, conviene indicarlo al momento dell'ordine: è un'informazione che cambia la scelta del materiale.

Erogatore per piscine stampato in FDM
Erogatore per piscine stampato su misura in FDM.

Quando scegliere il PETG

  • Staffe, supporti, coperchi e carter senza urti frequenti.
  • Pezzi funzionali per interni ed esterni dove il PLA non basta.
  • Componenti in cui conta di più la rigidità della capacità di deformarsi.
  • Quando si vuole un materiale collaudato e molto diffuso.

Quando scegliere il PCTG

  • Pezzi che possono cadere o prendere colpi: protezioni, paraurti, maniglie.
  • Clip, ganci e incastri a scatto, che devono flettere senza rompersi.
  • Attrezzature di reparto usate tutti i giorni e maneggiate senza troppa cura.
  • Componenti con spigoli sottili o parti a sbalzo che rischiano di spezzarsi.

E se serve più rigidità?

Sia il PETG sia il PCTG sono materiali relativamente flessibili. Se il pezzo deve restare dritto sotto carico, una via è il PETG-CF, caricato con fibra di carbonio: più rigido e con una superficie opaca, a scapito della tenacità. Se invece servono resistenza al calore e agli agenti atmosferici, meglio valutare ASA o PC. Puoi confrontare le alternative nella pagina Esplora materiali.

Progettazione: cosa cambia

Dal punto di vista del disegno, PETG e PCTG si progettano allo stesso modo. Valgono le regole generali dell'FDM: il pezzo è più debole tra uno strato e l'altro, quindi l'orientamento di stampa va scelto in base a dove agiscono i carichi. Clip e incastri a scatto vanno disegnati in modo che la parte che flette sia parallela al piano di stampa. Per tutti i dettagli sulla tecnologia trovi la pagina dedicata alla stampa 3D FDM.

In sintesi

PETG e PCTG hanno resistenza a trazione e temperature d'uso simili. Il PCTG vince sulla tenacità e sull'allungamento; il PETG resta una scelta solida e diffusa per i pezzi funzionali più comuni. Se non sei sicuro, descrivi l'uso del pezzo: è il modo più rapido per arrivare al materiale giusto.

Hai già il file? Caricalo nel preventivatore online, scegli PETG o PCTG e confronta subito le opzioni.

Domande frequenti

In trazione i valori dichiarati sono simili. Il PCTG si distingue per tenacità e allungamento a rottura: sopporta meglio urti e flessioni prima di rompersi.

Solo moderatamente: le HDT dichiarate sono tra 64 e 76 °C a seconda del carico e del produttore. Per pezzi vicini a fonti di calore conviene valutare ASA, PC o nylon caricati.

Di solito il PCTG, perché flette senza spezzarsi. Conta anche l'orientamento di stampa: la parte che flette dovrebbe essere parallela al piano di stampa.

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